Dentro “Ciente paise” non si trovano appigli o evocazioni, tutto diventa concreto – dalla neolibertà, alla tammorriata, all’acqua (all’“acqua blu”), alla crisi del lavoro, alle “camorriate”, industriate, paradisi – e tutto stringe, come dentro un pneumatico in moto perpetuo, asfissia come abbaglia un pieno sole invernale: è una stanza buia tagliata dai fasci di luce filtrati dalle persiane. E ogni raggio la irrora con un calore diverso. Da questo margine non si racconta: da questa stanza, di musica o di cultura popolare si canta, si fischia, si parla. E se ne parla parlando delle osterie, delle strade, delle masserie, dei “ciente veleni”, di “quelli che”… come dei rituali contadini, delle feste in omaggio alle madonne, delle “salite” ai santuari, dei santi, del carnevale: “bella figliola”… (estratto da uno scritto di Daniele Cestellini)
E Zezi Gruppo Operaio
Ciente Paise
1. Ciente paise 2’39’’
2. ’A nuvella 5’27’’
3. Ballata della moda 3’01’’
4. Ciccuzza 3’30’’
Camorriata da 5 a 11
5. Bella terra 2’25’’
6. Vengo a cantare 1’35’’
7. Bella terra reprise 1’14’’
8. Ciente veleni 1’38’’
9. Sguarracino 2:31
10. Pacchianella d’Uttaiano 2’12’
11. Currite 0’36’’
12. Acqua bene comune 3’51’’
13. Sant’Anastasia 5’06’’
14. Judeo 2’54’’
15. Quelli che… 2’44’’
16. ‘O paraviso 3’40’’
17. ‘O priatorio 3’33’’
18. Pe’ cient’anni 1’11’’
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Che dire … aspettiamo solo di ascoltarlo.
Sempre meglio e non mollate. Siete la voce di tutti noi.
W il popolo della tammorra.
QUANDO USCIRà IL NUOVO ALVORO ?? POSSIVBILE ACQUISTARLO??
A settembre